Monteverde, parco del Corcovado, penisola di Nicoya: la selvaggia Costa Rica (ultima parte)

In Costa Rica con il termine “Monteverde” si intende l’enorme distesa di foresta nebulare che ricopre le alture e le montagne a ridosso della costa pacifica del nord. Vista dall’alto è un’interminabile sequenza di rilievi e valli, un susseguirsi di chiome di alberi alti anche cinquanta metri, intervallate da fondivalle fluviali, pascoli e zone vallive meno impervie.

Una foresta lussureggiante, alimentata da una semiperenne cappa di nuvole basse, una nebbiolina che si forma dai contrasti termici fra l’altitudine delle montagne e le correnti atmosferiche provenienti dal vicino e caldo oceano Pacifico.

Questa grande umidità, frutto in parte anche della traspirazione delle foreste quando sono illuminate dal caldo sole tropicale, alimenta a ciclo continuo la foresta nebulare. Le montagne vicine sono costituite in gran parte da vulcani, alcuni dei quali attivi, come il famoso Arenal, raggiungibile da qui con mezza giornata di auto, via sterrata. I suoli sono fertilissimi e la vegetazione offre panorami da sogno.
All’ombra dei maestosi alberi secolari, il sottobosco si confonde con le felci e le piante epifite: muschi, licheni, felci di ogni dimensione, tillandsie, orchidee e colorate bromelie. Ogni albero è un microcosmo, un piccolo e vitale ecosistema dove trovano riparo e nutrimento numerosi insetti e rettili, coloratissime farfalle e chiassosi uccelli dal piumaggio sgargiante.

Il villaggio di Monteverde: la porta di accesso alla foresta nebulare

La porta di accesso a questa meraviglia della natura è il villaggio di Monteverde. La strada che si percorre negli ultimi venti chilometri è una pista di terra ben curata ma soggetta ai capricci delle piogge stagionali. Da anni la comunità è contraria all’asfaltatura della principale via di accesso al villaggio. Un tempo sperduto insediamento di quaccheri provenienti dagli Stati Uniti, oggi Monteverde è un vivace centro turistico dove al visitatore vengono offerte numerose possibilità di svolgere attività in mezzo alla natura. Rafting, canyoning, escursionismo, ma soprattutto l’attrazione che ha reso il Parco Nazionale di Monteverde celebre nel mondo: il canopy tour. Lanciarsi dalle piattaforme sulle cime degli alberi e percorrere in velocità, attaccati a una carrucola, i cavi tesi sul tetto della foresta è un’emozione indimenticabile e un modo davvero inconsueto di godere di visioni straordinarie della lussureggiante natura del Monteverde.

Il Corcovado: uno dei parchi naturali più celebri al mondo

Via terra ci sono due modi per raggiungere il sud-ovest del paese: la lunga strada costiera che attraversa villaggi turistici ed enormi distese di palme da olio, oppure la via interna passante per San Isidro del General, che invece si inerpica lungo le montagne alte oltre tremila metri del Macizo de la Muerte, che deve il suo nome all’ingente numero di operai che hanno pagato con la vita la costruzione di questa arteria viaria fondamentale.
Superate le alte e impervie montagne, la strada ridiscende ripida nell’ampia valle di San Isidro, il più grande centro urbano del sud del paese, e percorre le valli interne attraverso gli straordinari paesaggi selvaggi della Cordillera de Talamanca, tra fincas coltivate ad ananas e maestose valli fluviali, ancora abitate dalle popolazioni indigene che vivono tutt’oggi della coltivazione del caffè.
Entrambe le strade giungono alla laguna di Sierpe, vera e propria porta d’accesso del Corcovado, uno dei parchi naturali più celebri al mondo. Il Corcovado deve la sua fama alla presenza di numerosi grandi felini, tra cui il giaguaro e il puma, il grande tapiro di Baird, coccodrilli, caimani e altri rettili, scimmie, bradipi, uccelli, formichieri e molte altre specie.
Si estende per tre quarti nella penisola di Osa, immersa nelle calde acque dell’oceano Pacifico, un territorio grande e quasi completamente disabitato, un vero e proprio paradiso naturale.
Gli insediamenti, pochi e isolati, sono raggiungibili con piste di terra, come Puerto Jimenez oppure con lance a motore che attraversano fittissime foreste di mangrovie fino alla Baia dove sir Francis Drake attraccò nel sedicesimo secolo durante la circumnavigazione del globo, e che da lui prese il nome. Le spiagge di Osa sono uniche: un susseguirsi di slanciate palme da cocco e baie sabbiose, torrenti e foresta, ovunque foresta.
Dormire nei lodge o nelle cabinas del Corcovado è di per sé un’esperienza; al mattino e alla sera è facile scorgere dalle finestre scimmie e bradipi, i tramonti sono superbi e la notte è cullata dai suoni della giungla.
Il trekking nella giungla, cercando di avvistare i numerosi animali è un susseguirsi di forti emozioni e panorami idilliaci, ed è ancor più godibile e sicuro se si è accompagnati da una guida esperta.
Il Corcovado è un luogo di atmosfere magiche e di grandi suggestioni, protetto dalle acque del Pacifico a ovest e sud, dalle montagne disabitate e impenetrabili della Cordillera de Talamanca e del Parco Internazionale La Amistad, questo territorio è ancora uno degli angoli più remoti del pianeta.

Penisola di Nicoya: la natura potente di una terra antica e affascinante

La Penisola di Nicoya si estende nel nord-ovest della Costa Rica, immersa nelle ricchissime acque del Pacifico. Bagnata dalle calde correnti oceaniche gode di un clima a sé. La stagione delle piogge qui termina con qualche settimana di anticipo e le estati, da dicembre a marzo, sono davvero secche e aride. Un tempo ricoperta di foreste, durante la metà del secolo scorso è stata oggetto di forti disboscamenti per lasciare spazio ai pascoli. Durante questa fase fu trascurata la particolarità del bosco, si tratta infatti di un bosco secco. Qui, per intenderci, durante la stagione secca alcuni alberi perdono le foglie per proteggersi dall’arsura. L’equilibrio ecologico intaccato da questi massicci disboscamenti era davvero unico e precario, e ancora oggi se ne pagano le conseguenze in termini di scarsezza di acqua e di difficoltà che la foresta incontra nel rigenerarsi.
Oggi la Penisola di Nicoya è conosciuta per le sue spiagge davvero straordinarie, meta di surfisti da tutto il mondo. Ce n’è per tutti i gusti: dalle spiagge lunghe e bianche di Montezuma, alle baie di Mal Pais e Samara, a mano a mano che si procede verso ovest.
Qui la vita scorre con ritmi lenti e naturali, scandita dai cicli delle stagioni e dalle attività che offrono la spiaggia e il mare; l’oceano è pescosissimo e vengono organizzate numerose gite in barca per la pesca d’altura. I tanti cetacei e le tartarughe marine che emergono a galla o che frequentano le spiagge per la deposizione delle uova, offrono agli amanti del mare numerose occasioni di praticare whale watching e snorkeling. Non mancano le possibilità per gli amanti del trekking di addentrarsi lungo i sentieri del Promontorio di Cabo Blanco, dove sorge il primo parco nazionale della storia della Costa Rica e dove ancora si conserva la foresta primigenia, con alberi di dimensioni maestose. E naturalmente è il paradiso dei surfisti, che la sera si radunano nei villaggi dopo aver trascorso la giornata a cavalcare le onde.
Nicoya, terra antica e affascinante, trasmette al viaggiatore la sensazione di una Natura potente, che risveglia il corpo e rigenera lo spirito, induce alla meditazione e alla riflessione, riporta all’essenza della vita e infonde rispetto verso gli elementi naturali.

Il nostro approfondimento sulla Costa Rica è terminato. Non hai ancora letto la prima e la seconda parte? Le trovi qui Destinazione Costa Rica: in viaggio con lentezza nella terra della Pura Vida e qui Destinazione Costa Rica: in viaggio tra le bellezze e i ritmi rilassati del Caribe. Buona lettura! 

Federico Ferrara | Geografo e guida ambientale escursionistica, accompagna anche un tour in Costa Rica.

 

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