Self drive safari lungo il fiume Chobe: immersione totale in una natura da documentario

Dopo aver ammirato lo spettacolo delle Cascate Vittoria nel vicino Zambia e disceso le impetuose rapide del fiume Zambesi, sono pronto a far rotta verso il Botswana per un safari lungo le sponde del fiume Chobe, dove ho effettuato l’escursione in battello tre giorni fa.  

Acquistata la mappa dettagliata del parco Chobe, mi avvio verso il gate non senza una certa apprensione. Le guide ufficiali del parco descrivono infatti questo percorso di circa sessanta chilometri, pur se di eccezionale interesse naturalistico, difficile da attraversare perché a seconda delle stagioni è caratterizzato da lunghi tratti di sabbia profonda e morbida (che equivale ad alta probabilità di insabbiamenti) oppure da fango pesante.

Non proprio una prospettiva rosea visto che sono solo e ancora all’inizio del viaggio. Ma non posso tirarmi indietro proprio adesso, per cui dopo aver fatto mente locale dei preziosi consigli dei miei amici viaggiatori e di quanto appreso dai manuali e negli anni di fuoristrada a bordo della mia fedele Suzuky Jimny, sgonfio gli pneumatici, inserisco la trazione integrale e inizio l’avventura. E che avventura… La pista, lambendo letteralmente la riva del fiume, è regolarmente attraversata dagli animali che escono dal parco per abbeverarsi. Subito grandi branchi di antilopi, dagli onnipresenti impala ai maestosi kudu, sbarrano la strada e mi costringono a fermare l’auto con il costante timore di rimanere bloccato e non riuscire a ripartire. 

Ma fortunatamente tutto procede per il meglio e superati i primi chilometri, ormai fiducioso delle mie capacità e dell’efficacia della Toyota su questo tipo di terreno, mi rilasso e mi godo lo spettacolo. Ogni tanto dal folto della vegetazione emergono elefanti e giraffe. Quando si è in presenza di animali tanto grandi la regola è una sola: cedere il passo e non sbarrargli la strada. Più facile a dirsi che a farsi quando compaiono all’improvviso, ma non manca l’occasione di rubare con gli occhi il comportamento dei ranger alla guida delle loro jeep, fino a che, incredibile ma vero, dribblare o lasciare il passo a intere mandrie di bufali, branchi di zebre, ippopotami, elefanti e a tutta una serie di altri animali più o meno grandi, non diventa poi molto diverso dalla guida in città alle prese con traffico e pedoni. 

Gli animali sono in così gran numero e così rilassati, gli avvistamenti talmente frequenti e ravvicinati che piano piano ci si inizia a sentire parte integrante di questo ambiente, più vicini alla dimora originaria di tutti noi e non più alieni in un ambiente lontano, esotico e talvolta percepito come ostile.

Passano le ore, mancano ormai pochi chilometri. La fitta foresta cede il passo a radure sempre più ampie che grazie alla frescura dell’ora ormai tarda sono ancora più ricche di animali. Il tramonto avvolge i maestosi baobab, i raggi dorati si infrangono silenziosi sulle acque del fiume e impregnano l’aria di una luce che si spegne in pochi istanti. 

Vorrei rimanere qui ancora a lungo ma è ora di andare, il gate di uscita chiude alle 18 e rimane un’ultima difficoltà da affrontare: un tratto di sabbia molto profonda che, pur se con una certa apprensione, riesco felicemente a superare. Non manca un brivido finale quando, sceso dall’auto, vedo gocciolare del liquido dal sottoscocca... nell’accidentato tratto finale ho forse rotto il serbatoio della benzina? Sarebbe un bel guaio visto che è solo il primo giorno di viaggio. Ma per fortuna non è niente di così drammatico, è solo una tanica di acqua all’interno dell’abitacolo che si è bucata con le vibrazioni.

Posso dormire sonni tranquilli e riposarmi visti gli oltre trecento chilometri di impegnative piste verso la Moremi Game Reserve che mi aspettano domani. Mentre apro la tenda in un camp sulle sponde del fiume Chobe, affascinato dai profondi richiami degli ippopotami che sono solo a pochi metri da me, non posso fare a meno di lasciar scorrere davanti agli occhi le immagini del safari di oggi e assaporare appieno questo raro e prezioso senso di libertà. 

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 Chobe River Front Safari Drive (ci scusiamo per la scarsa qualità del video dovuta a problemi tecnici e alle critiche condizioni di ripresa)

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